Cosa va nel conto economico: guida definitiva alle voci, principi e best practice

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Il conto economico è uno degli elementi chiave del bilancio di un’azienda. Esso mostra in modo strutturato come si comporta economicamente l’impresa nel corso di un periodo, evidenziando ricavi, costi e profitti. Ma cosa va nel conto economico esattamente? Quali sono le voci principali da riconoscere, come si distinguono i costi e i ricavi, e quali sono le differenze tra i principi contabili (ad esempio OIC/IFRS) che influenzano la presentazione? In questa guida approfondita risponderemo a queste domande, fornendo esempi pratici, checklist operative e consigli utili per lettori interessati a capire meglio cosa va nel conto economico e come interpretarlo.

Perché è importante capire cosa va nel conto economico

Conoscere cosa va nel conto economico permette di avere una chiara visione della redditività dell’azienda, di misurare l’efficienza operativa e di prendere decisioni strategiche basate sui numeri. Una lettura corretta delle voci di ricavi e costi aiuta anche a valorizzare gli aspetti chiave della gestione, come la gestione dei costi fissi, l’ottimizzazione dei processi produttivi e la scelta tra politiche di prezzo diverse. Inoltre, sapere cosa va nel conto economico facilita il confronto con altri enti, sia per scopi di benchmarking sia per analisi di investimento.

Struttura tipica di cosa va nel conto economico

La presentazione del conto economico può variare leggermente a seconda del quadro normativo (OIC in Italia, IFRS a livello internazionale) e della dimensione dell’azienda. Tuttavia, gli elementi essenziali rimangono costanti: si parte dai ricavi o proventi, si sottraggono i costi della produzione, si considerano eventuali proventi e oneri finanziari, si determinano le imposte e si arriva all’utile (o perdita) dell’esercizio. Di seguito analizziamo le principali sezioni e cosa va nel conto economico in ciascuna di esse.

Ricavi e proventi: cosa va nel conto economico

  • Ricavi delle vendite e prestazioni di servizi: questa è la voce fondamentale che rappresenta l’entrata economica derivante dall’attività core dell’azienda. Può includere vendite di beni, prestazioni di servizi, proventi accessori legati all’attività principale.
  • Proventi diversi e proventi finanziari non operativi: includono elementi che non derivano direttamente dall’attività principale ma che influiscono sui risultati economici, come alcune rivalutazioni o il guadagno da cessioni di attività non ordinarie.
  • Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti e lavori in corso: in determinate strutture contabili, le variazioni delle rimanenze possono incidere sul valore della produzione e, di conseguenza, sul conto economico.
  • Interessi attivi su investimenti e altre entrate oggi di norma classificate tra i “ricavi e proventi”: a seconda del modello contabile adottato, alcuni interessi o proventi straordinari possono comparire in questa sezione.

Costi della produzione: cosa va nel conto economico

  • Materie prime e consumi: costi direttamente legati alla produzione o all’erogazione di servizi. Rientrano tra i costi variabili che cambiano con il livello di produzione.
  • Servizi esterni: spese per consulenze, manutenzioni, noleggi, utenze, affitti e altre prestazioni necessarie all’operatività. Spesso si distinguono in servizi esterni vari e fissi a seconda della natura delle attività.
  • Godimento beni di terzi: costi legati all’utilizzo di beni di terzi, come affitti, leasing e altre spese di godimento di beni strumentali.
  • Personale: oneri relativi al personale impiegato direttamente nella produzione o erogazione dei servizi, inclusi stipendi, contributi previdenziali e altre indennità.
  • Ammortamenti e svalutazioni: ammortamenti dei beni strumentali e svalutazioni delle immobilizzazioni o delle rimanenze, nonché impairment test quando previsto, che incidono sulla redditività.
  • Oneri diversi di gestione: costi di gestione non ricorrenti o non classificabili in altre voci, ma necessari all’operatività.

Risultato operativo: cosa va nel conto economico

Il risultato operativo, o reddito operativo, rappresenta la differenza tra ricavi e costi della produzione. È una misura chiave della performance core dell’azienda, prima dei componenti finanziari e delle imposte. Un utile operativo positivo indica che l’attività core è in grado di generare reddito, senza dover contare su elementi finanziari o straordinari. In questa sezione è utile monitorare indicatori come il margine operativo (operating margin) e l’andamento nel tempo per valutare l’efficienza operativa e la gestione dei costi.

Proventi e oneri finanziari: cosa va nel conto economico

  • Proventi finanziari: interessi attivi, dividendi e altre entrate finanziarie correlate ai finanziamenti o agli investimenti dell’azienda.
  • Oneri finanziari: interessi passivi, oneri bancari, svalutazioni di strumenti finanziari e costi relativi al debito.
  • Risultato finanziario netto: la differenza tra proventi e oneri finanziari, che può modificare significativamente l’utile ante imposte.

Imposte sul reddito: cosa va nel conto economico

Le imposte sul reddito rappresentano una voce di costo per l’esercizio e includono imposte correnti e differite. L’imposta sul reddito è calcolata sul risultato prima delle imposte, tenendo presenti gli eventuali crediti fiscali, le perdite fiscali riportabili e le norme vigenti. La corretta contabilizzazione delle imposte è cruciale non solo per la veridicità del conto economico, ma anche per una gestione fiscale efficiente e per la chiarezza nei confronti di azionisti, istituti finanziari e stakeholder.

Utile o perdita dell’esercizio: cosa va nel conto economico

All’ultimo step, si ottiene l’utile netto o la perdita netta dell’esercizio. Questa voce sintetizza l’esito economico globale dell’azienda. A seconda della struttura aziendale, l’utile netto può essere accantonato o distribuito come dividendi, reinvestito o utilizzato per coprire eventuali perdite pregresse. Nell’analisi di bilancio, l’utile netto è spesso confrontato con indicatori di redditività, come ROI o ROE, per valutare la creazione di valore per gli azionisti.

Principi contabili di riferimento: IFRS vs OIC e cosa va nel conto economico

La presentazione del conto economico può differire a seconda dei principi contabili adottati. In Italia, molte PMI si aggregano al quadro OIC (Organismo Italiano di Contabilità), mentre aziende di livello internazionale adottano IFRS. Questi quadri regolano la definizione delle voci, la classificazione, la presentazione e l’interpretazione delle componenti del conto economico. Ecco i punti chiave da conoscere:

  • OIC tende a offrire una struttura che riflette la gestione tipica italiana, con articolazioni come “Valore della produzione” e “Costi della produzione”.
  • IFRS è più orientato al concetto di reddito e perdita complessivi, con “Revenue”, “Cost of sales”, “Operating profit” e “Net profit” tra le voci principali, spesso con una maggiore granularità riguardo ai servizi interni e agli strumenti finanziari.
  • In entrambe le dinamiche, cosa va nel conto economico resta centrato su ricavi, costi, proventi e oneri, ma la classificazione può variare, con riflessi sulla lettura da parte di investitori, banche e revisori.
  • Per le imprese che si espandono oltre i confini nazionali, è comune utilizzare IFRS per la rendicontazione consolidata, mentre per le società individuali si può continuare con OIC o adotare IFRS a seconda delle regole interne e delle esigenze di stakeholders.

Esempi pratici: operazioni comuni e dove vanno registrate

Per capire davvero cosa va nel conto economico, pochi esempi pratici possono fare la differenza. Vediamone alcuni comuni che illustrano come spostare una transazione tra le diverse voci:

Esempio 1: vendita di prodotti finiti

  • Voce: Ricavi delle vendite (cosa va nel conto economico).
  • Se la vendita genera costi diretti associati, come costi di produzione direttamente imputabili, questi entrano nei costi della produzione (cosa va nel conto economico).
  • Se si tratta di una vendita con sconto o reso, l’effetto andrà registrato nell’adeguamento dei ricavi o in una voce di rettifica dei ricavi a seconda delle politiche contabili.

Esempio 2: acquisto di materie prime

  • Voce: Materie prime e consumi (cosa va nel conto economico).
  • Se l’acquisto è per una produzione futura, esso si riflette come riduzione della disponibilità di cassa e, nel momento della produzione, come parte del costo della produzione.

Esempio 3: ammortamenti

  • Voce: Ammortamenti e svalutazioni (cosa va nel conto economico).
  • Questa voce si ripercuote sul conto economico come costo periodico, influenzando sia l’utile operativo sia, talvolta, le svalutazioni legate a impatti su inventari o investimenti.

Esempio 4: interessi e oneri finanziari

  • Voce: Proventi e oneri finanziari (cosa va nel conto economico).
  • Gli interessi passivi si registrano tra gli oneri finanziari e possono influire sul risultato finanziario e sull’utile ante imposte.

Esempio 5: imposte sul reddito

  • Voce: Imposte sul reddito (cosa va nel conto economico).
  • Le imposte correnti e differite si riflettono in questa sezione, fornendo un quadro completo delle tasse dovute per l’esercizio.

Cosa non va nel conto economico: chiarimenti utili

È utile distinguere tra voci che appartengono al conto economico e quelle che hanno altre finalità. Ad esempio, i flussi di cassa relativi agli investimenti o ai finanziamenti tipicamente compaiono nello stato patrimoniale o nel rendiconto finanziario, ma non sono parte diretta del conto economico, salvo rare eccezioni. Allo stesso modo, alcune operazioni di riacquisto azioni o emissioni di strumenti finanziari possono avere riflessi sul patrimonio netto o sull’utile ma non rientrano direttamente tra le voci principali del conto economico, se non per impatti specifici su proventi o oneri finanziari.

Come leggere e interpretare cosa va nel conto economico

Una lettura efficace del conto economico richiede attenzione alle relazioni tra ricavi, costi e redditività. Alcuni indicatori chiave da monitorare includono:

  • Margine operativo (operating margin): rapporto tra risultato operativo e ricavi, utile per valutare l’efficienza operativa.
  • Margine di contribuzione: utile per capire quanto resta dai ricavi dopo i soli costi variabili diretti.
  • Indice di redditività: utile netto rispetto al fatturato o al capitale impiegato.
  • Andamento della voce Ammortamenti e svalutazioni: può indicare investimenti significativi o perdita di valore di beni.

Analizzare anche la composizione dei ricavi e la dinamica dei costi aiuta a individuare aree di miglioramento, come la gestione dei fornitori, l’efficienza produttiva o la politica di prezzo. Inoltre, è utile confrontare il conto economico con periodi precedenti o con aziende simili per contestualizzare i numeri.

Checklist pratica: cosa va nel conto economico per una PMI

Per chi gestisce una piccola o media impresa, avere una checklist operativa può facilitare la predisposizione del conto economico e garantire coerenza tra esercizi. Ecco una guida rapida su cosa va nel conto economico:

  • Definire chiaramente ricavi e proventi dell’esercizio, distinguendoli per attività principali e altre voci.
  • Riconoscere i costi della produzione per categoria (materie prime, servizi esterni, personale, ammortamenti, etc.).
  • Separare i costi fissi dai costi variabili dove possibile per analisi di margine e di break-even.
  • Registrare correttamente i proventi e oneri finanziari e le relative imposte, distinguendo quelle correnti da quelle differite.
  • Verificare la coerenza tra le politiche contabili adottate e le voci presentate nel conto economico (OIC vs IFRS).
  • Monitorare l’impatto delle variazioni delle rimanenze e degli investimenti sul risultato operativo.

Domande frequenti su cosa va nel conto economico

Di seguito, risposte concise ai dubbi comuni su cosa va nel conto economico:

  • Qual è la differenza tra ricavi e proventi nel conto economico?
  • Ricavi si riferiscono tipicamente all’attività principale (vendite e prestazioni). I proventi possono includere entrate non direttamente legate all’attività principale, a seconda della classificazione contabile.

  • Come si differenziano i costi della produzione dai costi di gestione?
  • I costi della produzione includono spese direttamente legate alla realizzazione del bene o servizio (materie prime, manodopera di produzione, costi di produzione). I costi di gestione comprendono spese generali amministrative e di vendita non strettamente legate alla produzione.

  • È possibile che l’utile netto non coincida con la liquidità?
  • Sì. Il conto economico si basa sulla competenza economica, non sul flusso di cassa. Una gestione efficiente può coesistere con problemi di liquidità se le entrate non sono tempestive o se ci sono forti uscite legate al capitale circolante.

  • Quando si usa IFRS rispetto all’OIC?
  • IFRS è lo standard internazionale utilizzato tipicamente per bilanci consolidati di gruppi multinazionali. L’OIC è comune per bilanci civilistici di aziende italiane di piccole e medie dimensioni. L’adozione dipende dalle esigenze di reporting, degli stakeholder e della normativa vigente per la singola impresa.

Conclusione: comprendere cosa va nel conto economico come base per una gestione consapevole

In sintesi, cosa va nel conto economico riguarda le voci principali che descrivono la redditività e l’efficienza di un’azienda nel periodo di riferimento. Dalla definizione dei ricavi alle spese di produzione, dall’utile operativo agli oneri finanziari e alle imposte, ogni componente racconta una parte della storia economica dell’impresa. Una lettura accurata e una gestione attenta delle voci del conto economico non solo facilitano la conformità normativa, ma supportano decisioni strategiche mirate: migliorare i margini, ottimizzare i costi, valutare investimenti e pianificare la struttura del capitale. Conoscere cosa va nel conto economico è quindi una competenza chiave per imprenditori, manager e professionisti che vogliono guidare con consapevolezza la crescita dell’azienda.